Protesta

Poliziotti in strada, servono “provvedimenti urgenti in materia di sicurezza”

polizia
19 mar 2015 - 16:00

CATANIA – Non una task force né un’operazione di repressione di attività criminali quella che ha visto oggi scendere in strada un cospicuo numero di agenti di polizia tra via Vincenzo Giuffrida, corso Italia e piazza Verga.

Questa volta sono loro a chiedere di essere difesi.

L’iniziativa nazionale, promossa dal Sindacato Autonomo di Polizia Sap., ha trovato ampia risposta anche nel capoluogo etneo, dove centinaia di agenti hanno affollato le vie della città distribuendo 500 mila cartoline per sensibilizzare cittadini e automobilisti.

Chiedono “provvedimenti urgenti in materia di sicurezza”, specie in questo periodo particolarmente teso per via dell’emergenza terrorismo.

Raffigurata nella cartolina l’ormai nota immagine dell’Isis che conquista Roma e riporta la scritta: “La Camera dei Deputati spende 7 milioni all’anno per le pulizie e non si trovano 6 milioni per un Corso Anti Terrorismo col quale formare gli agenti che svolgono servizio di controllo del territorio?”

Una situazione definita “intollerabile” dal segretario Sap di Catania, Giuseppe Coco, il quale ha voluto evidenziare l’assoluta inadeguatezza dei mezzi a disposizione di fronte a una emergenza terrorismo di particolare riguardo, aggravata, peraltro, dai tagli dell’ultima legge di stabilità. 

1.000 ragazzi, sempre secondo Coco, sono in “stand by” nonostante abbiano superato il concorso. La loro selezione e il loro arruolamento non avrebbero alcun peso sulle casse dello Stato ma vengono lasciati a casa sottovalutando la risorsa importante che potrebbero rappresentare.

Le richieste formulate al presidente del Consiglio sono: lo sblocco del “turn over”, arrestare la chiusura dei presidi di polizia, assumere il personale risultato idoneo per concorso, rimpolpare il sotto organico di almeno 9.000 sovrintendenti e 14.000 ispettori (ufficiali di polizia giudiziaria), tenere dei corsi anti terrorismo per 12.000 operatori di volante, Rpc e operatori di polizia di frontiera.

Adesso si attendono risposte concrete da parte del governo nazionale.

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Marco Bua



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