Abusi

Affitti un motorino e rompi la marmitta da 40 euro? A Lipari ne vogliono 250

neos
7 lug 2016 - 06:37

LIPARI - Che le isole Eolie siano costose non è certo una novità. 

È anche più che comprensibile, sono una bella e ambita meta turistica, se ci vai sai che un po’ ti verrà a costare.

Un’altra caratteristica, propria specialmente di Lipari, è quella del rent, cioè del noleggio, di motorini, quad e biciclette: tantissime sono le concessionarie che affittano mezzi di trasporto, mediamente sui 15-20 euro al giorno. A questa somma però bisogna aggiungere la temutissima cauzione.

E come dargli torto? “Chi rompe paga“, ci insegnavano i nostri genitori, è sempre stato così e cosi deve continuare ad essere.

Il problema è che quando rompi una marmitta da 40 euro non te ne possono chiedere 250.

Il 400% in più, in effetti è un po’ tanto.

Eh si, avete capito bene, è successo esattamente questo ad un gruppo di ragazzi catanesi, in vacanza sulle isole, che hanno voluto raccontarci la loro storia:

Abbiamo affittato un motorino, un Neo’s, 50 cc, una mattina l’abbiamo acceso e faceva un rumore insopportabile: la marmitta era palesemente rotta“.

Com’è successo?

Probabilmente abbiamo sbattuto da qualche parte, di sicuro non siamo caduti; questi motorini sono tutti arrugginiti, sembrano fatti apposta per essere rotti. Ma il problema non è questo, piuttosto che, arrivati al noleggio, hanno effettuato una chiamata al rifornitore, che poi in realtà abbiamo scoperto essere un altro noleggio (Pit Stop, ndr.). Questo ‘dualismo’ ci ha creato più di qualche perplessità. Comunque, succo della storia, lo pseudo-rifornitore ha chiesto 250 euro per la marmitta“.

Certo, 250 euro per la marmitta di un cinquantino sembra strano un po’ a tutti, e come lo sembra a noi lo è sembrato anche ai ragazzi che hanno quindi sfoderato gli smartphone e hanno cercato online il pezzo, nuovo e originale, ecco il risultato:

marmitta neos

Fortunatamente la situazione si è risolta per il meglio, con l’intervento anche dei genitori: la marmitta è stata ordinata online e il concessionario restituirà i 250 euro tramite bonifico.

L’indignazione però resta tanta: “Il concessionario da cui abbiamo affittato il motorino (noleggio Urso, ndr.) si è comportato bene, sono stati onesti e ci sono venuti incontro, il problema è stato il ‘rifornitore’: si rifiutava di dirci il suo nome, e quando gli abbiamo fatto presente che l’intero motore costa 113 euro ci ha chiuso il telefono in faccia“.

Certo questo episodio fa riflettere, stereotipi a parte, truffare dei catanesi, per quanto giovani possano essere non è mai facile, soprattutto se armati di strumenti tecnologici, ma chiediamoci… se fossero stati turisti?

Un tedesco, inglese, americano, francese o chi per lui, contando le già ovvie difficoltà a comunicare, riuscirebbe a evitare quella che è una vera e propria truffa? Non è detto, magari rassegnato e scocciato sborserebbe realmente 250 euro per una marmitta, ma una cosa è certa: a Lipari non ci metterebbe mai più piede.

Un luogo meraviglioso come la Sicilia, che potrebbe e dovrebbe fare del turismo il suo più grande punto di forza, rischia di essere disprezzato dai viaggiatori per colpa di quei pochi disonesti che lucrano spudoratamente su qualsiasi cosa, sfociando, come in questo caso, quasi nel ridicolo.

Cambiamo atteggiamenti e forse riusciremo a cambiare qualcosa.

Omar Qasem



© RIPRODUZIONE RISERVATA