L'opinione

Acli Sicilia, Santino Scirè: “La crisi ci rende vulnerabili ma le organizzazioni sociali devono mettere in pratica azioni efficaci”

Santino Scirè
18 lug 2015 - 12:19

SICILIA – “Oggi fronteggiamo una crisi ancora molto profonda che interessa l’economia e il tessuto sociale siciliano: molte persone si trovano nella condizione di non percepire più come eccezionali eventi quali la perdita del lavoro o il rischio di esclusione sociale, ma come possibili (o addirittura probabili) prospettive future. Di fronte ad una crisi che rende le persone e le famiglie più vulnerabili, le organizzazioni sociali hanno il dovere di attrezzarsi culturalmente e di dotarsi di strumenti per un’azione sociale efficace, trasformativa della realtà.

A dirlo è Santino Scirè, presidente Acli Sicilia e vice presidente nazionale che ha aggiunto: “Le Acli hanno 70 anni ma godono di buona salute e, come sempre, sono pronte a mettersi in gioco e a crescere. Per uscire dal tunnel è necessario percorrere la pista di una diversa concezione dello sviluppo. Fra gli interventi immediati: la lotta alla povertà delle famiglie, un’azione immediata sull’occupazione, lo snellimento della burocrazia amministrativa. Anche il tema della scuola e dell’emergenza educativa mi sembra fondamentale in una collettività che voglia rifondarsi”.

Forza motrice del cambiamento devono essere innanzitutto i giovani, che “anziché arrendersi alla crisi che li vorrebbe condannare alla marginalità sociale, spesso danno prova di talento e dedizione”.

Purtroppo, “l’assenza di proposte valide e di vera progettualità li tiene spesso lontani dalla politica”. Occorre “coinvolgere i giovani affinché ritrovino un ideale da realizzare. Se saranno in grado di associare capacità di pensare e capacità di agire – conclude Scirè – questa sarà la più grande rivoluzione in Sicilia”.

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Redazione NewSicilia



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