Inchiesta

Acireale: impiegate di giorno, prostitute di notte

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24 set 2016 - 12:05

ACIREALE - È destinata a suscitare molto scalpore l’inchiesta della magistratura etnea su un giro di prostitute ad Acireale. Tra i 13 indagati per favoreggiamento e induzione alla prostituzione ci sarebbero facoltosi imprenditori, bancari, commercianti e impiegati statali. Tra gli altri, a rischio potrebbero esserci anche un ispettore di polizia municipale e un impiegato delle poste

Come riportato dal quotidiano La Sicilia, a elargire il servizio erano irreprensibili impiegate con ruoli di responsabilità in settori pubblici, che nel tempo libero gestivano e animavano uno strutturato giro di squillo.

I contatti erano gestiti telefonicamente. Gli incontri avvenivano in appartamenti presi in affitto in centro città e nella periferia acese, messi a disposizione da una delle indagate. In alcuni casi i rapporti potevano consumarsi in auto o, più raramente, nel retro bottega di attività commerciali.

Le prestazioni vantavano un tariffario che andava da cento fino ad arrivare anche a diverse migliaia di euro per incontri di gruppo. Alcuni sconti, invece, potevano essere effettuati ai procacciatori d’affari, che garantivano sempre nuova clientela.

A far scattare le indagini è stata la reazione scomposta di uno dei clienti, un agente di commercio di Palermo: l’uomo respinto da una delle donne del giro di cui si era innamorato, per vendetta ha ripreso i loro incontri, inviando le immagini al marito della donna.

Aurora Circià



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