Sanità

Acireale, chiusura I.R.M.A.: per il direttore dell’Istituto è “abuso d’ufficio”

analisi irma
1 set 2016 - 19:01

CATANIA - Dal 3 Giugno l’I.R.M.A., il noto istituto di ricerca medica e ambientale con sede ad Acireale, fondato nel 2001 dal dott. Giovanni Tringali, è chiuso in seguito alla revoca dell’autorizzazione per l’attività delle analisi cliniche da parte dell’Asp di Catania. Un provvedimento che ha causato gravi conseguenze, tra le quali la perdita del posto di lavoro per i 44 dipendenti dell’istituto.

Il Direttore Sanitario Giovanni Tringali non ci sta e, attraverso una lettera aperta, denunciaun caso di abuso di ufficio, falso, calunnia e diffamazione di cui il Direttore Generale dell’Asp è complice se non provvede alla revoca in autotutela dell’ordinanza“. 

L’Asp avrebbe contestato l’aver chiesto l’addebito di prestazioni che non si sono potute eseguire ma, come precisa nella lettera Tringali, “anziché procedere come per il passato a detrarre l’importo dai mandati di pagamento inspiegabilmente la richiesta di addebito dell’Amministratore dell’I.R.M.A. è stata considerata dal Direttore dell’U.O.C. Acquisizione e Gestioni Prestazioni Sanitarie un ‘atto di auto-denuncia’ e la suddetta richiesta inviata spontaneamente quale atto di correttezza e onestà dell’Amministrazione dell’I.R.M.A. è stata inopinatamente e temerariamente segnalata alla Procura della Repubblica alla quale, per altro è stata da me presentata querela per calunnia e diffamazione“. 

All’interno della lettera, inoltre, Tringali dichiara di essere in possesso di una registrazione di un colloquio con un funzionario dell’Asp che indica come “inopportuno” il procedimento amministrativo, “precisando con toni bassi e voce sfuggente che l’Azienda ha voluto così e io mi sono dovuto adeguare“.

Conclude Tringali: “L’ordinanza costituisce un grave abuso aggravato da scarsa trasparenza ed è un atto gravemente persecutorio [...] questo soltanto per avere preteso giustizia e correttezza da parte dell’Asp“.

Già in passato l’Asp aveva sospeso l’attività dell’Istituto per 15 giorni con un’ordinanza ritenuta illegale dal Tar che aveva quindi condannato la stessa Azienda sanitaria provinciale.

Aurora Circià



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  • Veritiero1900

    E’ assurdo che un giornale conduca un attacco contro la pubblica amministrazione senza mai riportare i fatti ma affidandosi solo alla controparte come in questo articolo. I 44 dipendenti sono palesemente un’invenzione visto che nella visura camerale della società l’istituto risulta avere 6 (SEI) dipendenti al 31.03.2016. Dovreste controllare le fonti ed aspettare che la giustizia vada avanti prima di pubblicare articoli simili, che vanno CONTRO le determine assunte fin’ora sia dall’ASP che dai tribunali amministrativi sia in primo grado che in appello. Verificate le vostre fonti, oltretutto siete gli unici che si sono permessi di affrontare la faccenda online.

    • http://www.newsicilia.it/ NewSicilia

      Egregio lettore, a me sembra più assurdo non dare spazio ad una “lettera aperta” di un imprenditore che – giusto o sbagliato che sia – sta comunque denunciando UFFICIALMENTE un torto subito (anche se a suo dire) che porta a delle perdite di posti di lavoro. Che siano 44 (come dice lui) o 6 (come sostiene lei che ha avuto l’accortezza di verificare la visura camerale) poco importa. Per noi, specie in un momento storico come questo, anche la perdita di un solo posto di lavoro merita spazio fra le nostre pagine. Desidero, inoltre, rassicurarla sul fatto che il nostro giornale non solo le notizie le verifica puntualmente (anche se talvolta la ricerca della velocità di diffusione della notizia ci costringe a sacrificare – ma solo “parzialmente” e non in maniera dolosa – un più approfondito riscontro) ma DA SEMPRE e per DEONTOLOGIA PROFESSIONALE apre le proprie pagine a qualunque replica si voglia dare. Se Lei – che purtroppo non si firma, ma come vede trova ugualmente spazio nella nostra testata – è al corrente (o meglio ancora, addentro) alle vicende di cui parla, non ha che da presentarsi alla nostra redazione e fornire la sua versione dei fatti. Anche in questo caso, come ha fatto l’imprenditore da lei additato, con tanto di generalità da illustrare e di documentazioni da fornire. La ringrazio, comunque, per il suo intervento e restiamo a sua disposizione. IL DIRETTORE DI NEWSICILIA.IT