Intimidazione

Acireale, bomba carta esplosa vicino all’auto della moglie del sindaco

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La Smart del sindaco di Acireale data alle fiamme lo scorso febbraio
3 apr 2015 - 08:13

ACIREALE - Dopo l’auto bruciata al sindaco acese Roberto Barbagallo a fine febbraio la scorsa notte si è registrata un’altra intimidazione. Una bomba carta è stata fatta esplodere vicino l’auto della consorte del primo cittadino, una Fiat 500 nera, proprio nei pressi dell’abitazione di Barbagallo.

Gli inquirenti hanno effettuato diversi rilievi e chiuso la strada. Dopo l’intimidazione di febbraio era stato indetto un consiglio comunale straordinario per esprimere solidarietà al sindaco. Solidarietà arrivata in massa da tutte le parti politiche.

“Quanto è accaduto ad Acireale nelle ultime ore mi lascia francamente sbigottito”. E’ una dichiarazione di Fausto Raciti, deputato nazionale e segretario regionale del Pd.

“Ora, dinnanzi ad azioni a tal punto eclatanti – prosegue Raciti – la città ha bisogno di chiarezza: pretendiamo pertanto dalle forze dell’ordine e dagli inquirenti un sforzo d’indagine per assicurare alla giustizia l’autore o gli autori di questi gesti intimidatori. Esprimo solidarietà e vicinanza a D’Agostino, a Barbagallo ed ai loro familiari. Come ho già detto in occasione della prima intimidazione ai danni del sindaco, su questi temi non esistono divisioni di ordine politico”.

Anche il M5S Acireale esprime solidarietà al Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo per l’ulteriore gesto intimidatorio che ha subito: “Al di là degli steccati politici Barbagallo è il sindaco di tutti i cittadini acesi ed il M5S Acireale ed un attacco al sindaco rappresenta un attacco a tutti i cittadini che credono nel libero confronto democratico. Auspichiamo che la magistratura e le forze dell’ordine facciano chiarezza quanto prima, identificando i vigliacchi colpevoli autori di questo ulteriore gesto”.

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Redazione NewSicilia



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