Incarico

Aci Catena: giudice D’Agata nominato commissario

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30 nov 2016 - 18:50

ACI CATENA - Toccherà a Vincenzo D’Agata, l’ex procuratore capo di Catania, risollevare le sorti del Comune di Aci Catena travolto dallo scandalo tangenti

Il magistrato è stato scelto e nominato direttamente dal presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che lo ha investito della carica di commissario.

A D’Agata spetterà il difficile compito di traghettare l’amministrazione comunale fino alle prossime elezioni, che dovrebbero svolgersi in primavera. Un ruolo affidato in un primo momento all’ingegnere Salvatore Cocina, dirigente regionale dell’ufficio speciale per la riduzione dei consumi. Lo stesso Cocina, però, aveva segnalato la sua incompatibilità con la carica, sabotando la sua stessa nomina: l’ingegnere regionale, infatti, è già commissario della Srr di Catania, la società per la raccolta della spazzatura nell’area etnea.

Il primo cittadino del comune catenoto, Ascenzio Maesano, si era dimesso dalla carica di sindaco lo scorso 20 ottobre, dopo che un’operazione della Dia aveva portato alla luce un giro di tangenti che lo vedeva protagonista insieme al suo fido braccio destro, l’ex consigliere comunale, nonché dirigente dell’ufficio Ragioneria, Orazio Barbagallo e all’imprenditore Giovanni Cerami, dirigente della società informatica “Halley consulting”. 

Dopo Maesano, a distanza di pochi giorni, erano arrivate anche le dimissioni del consiglio comunale. Il comune di Aci Catena, infatti, è stato il primo in Sicilia nel quale è stata applicata la nuova norma regionale, votata ad agosto dall’Ars e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale siciliana il 2 settembre, che prevede l’azzeramento contestuale di tutti gli organi politici dell’Ente. In sostanza con le dimissioni del sindaco decadono anche Giunta e Consiglio comunale.

Maesano e Barbagallo si trovano al momento agli arresti domiciliari. L’imprenditore Cerami è tornato invece in libertà.

Aurora Circià



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