Fenomeno

Abbandono cani in Sicilia, situazione in miglioramento ma ancora disastrosa

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19 lug 2016 - 17:12

CATANIA - Quello dell’abbandono dei cani è un problema che va avanti da una quantità incalcolabile di anni. 

Si va in vacanza con la famiglia ma se ne abbandona un suo membro.

Eh si perché i cani magari non sono proprio i migliori amici dell’uomo, o quantomeno non lo sono più da quando esiste la tv, ma sicuramente sono parte integrante delle famiglie in cui vivono, specialmente per il reciproco affetto con i più piccoli.

I genitori però, non potendoli, o non volendoli, dipende dai casi, portare in vacanza li abbandonano in mezzo ad una strada. 

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Prima di saltare a conclusioni affrettate cerchiamo di mettere in chiaro la situazione, dati alla mano, e per fare ciò abbiamo sentito il presidente dell’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, Lorenzo Croce.

La prima domanda è la più ovvia, quanti sono gli animali domestici abbandonati quest’anno in Sicilia?

I numeri, nonostante siano assolutamente parziali, sono positivi, secondo i nostri dati, che si riferiscono ai canili che monitoriamo sull’isola, i cani entrati in questi primi mesi estivi sono diminuiti rispetto allo scorso anno, ma va anche detto prima di dare dei numeri precisi, che in Sicilia cosi come nel sud Italia in generale non è facile fare una distinzione tra cani eventualmente abbandonati e cani randagi già presenti sul territorio in quanto molto spesso cani che vengono accalappiati nei paesi sono di proprietà ma non sono mai stati microchippati. Fatta questa premessa sicuramente le province con il maggior numero di possibili abbandoni sono Palermo, Trapani e Agrigento, numericamente invece i cani entrati in canile sono circa 750 rispetto ai 900 dello stesso periodo dello scorso anno. La Sicilia per cani abbandonati si piazza nelle ultime posizioni ma come spiegavo prima occorre assolutamente tenere in considerazione la particolarità dovuta all’alto randagismo ed alle poche chippature”.

La situazione sembra quindi migliorare anche se “è ancora disastrosa“.

Come dicevamo prima comunque solitamente quelli più affezionati agli animali sono i più piccoli, a volte più saggi dei grandi. Qualche tempo fa girava un bellissimo video in rete, un cosiddetto “esperimento sociale” in cui i genitori tiravano un brutto scherzetto ai figli, per vederne la reazione:

“Dobbiamo andare in vacanza, il cane lo dobbiamo… beh abbandonare, insomma, non può venire con noi“.

La risposta dei piccoli è nettissima: pianti a non finire, reazioni di rabbia e addirittura un bambino che esclama tra le lacrime “se non viene lui non vengo neanche io“.

Molti però non pensano a che ripercussioni l’abbandono possa avere sul cane, in realtà gli esperti in materia sono unanimemente d’accordo sul fatto che “un cane abbandonato non può vivere da solo al contrario di ciò che si crede. Si troverà spaesato, solo e cadrà in un vero e proprio stato di depressione. Alcuni rischiano di diventare aggressivi, proprio perché cresciuti soli, abbandonati da chi li aveva nutriti fino al giorno prima“.

Lo sapevate che l’abbandono è anche illegale? Vi è infatti una legge (art. 727 del codice penale) che sancisce che chi abbandona è punibile o con l’arresto, fino ad un anno, o con una multa che può variare dai mille ai diecimila euro. Inoltre, dice il Ministero della Salute, chi abbandona può essere accusato anche di omicidio colposo.

Com’è possibile che nonostante le normative il fenomeno continui?

Secondo Lorenzo Croce “è una questione di cultura, io credo che solo una sterilizzazione di massa dei randagi e dei cani di proprietà che vivono liberi possa ridurre il problema del randagismo, su chi invece abbandona i cani e i gatti noi siamo per un inasprimento delle pene“.

Omar Qasem



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