Migranti

700 cadaveri da aprile in fondo al mare: partite operazioni di recupero

naufragio recupero cadaveri
29 giu 2015 - 18:07

CATANIA - Era il 18 aprile scorso quando un peschereccio dall’aspetto poco affidabile attraversava il mare nella speranza di approdare quanto prima sulle coste siciliane; il natante non arrivò mai in Italia, ma si inabissò privando della loro vita la gran parte dei 700 clandestini stipati a bordo.

Ottenuto finalmente il via libera dalla Presidenza del Consiglio, la Marina Militare Italiana ha potuto in queste ore dare vita alle operazioni finalizzate al recupero dei cadaveri inabissatisi nel Canale di Sicilia. Si stima che i corpi dovrebbero aver raggiunto una profondità pari più o meno a 400 metri dal pelo dell’acqua.

Alla missione partecipano il cacciamine Gaeta, le navi Leonardo e Gorgona, nonché il G.O.S. (Gruppo Operativo Subacquei). Proprio questi ultimi porteranno in dotazione al team alcune sofisticate apparecchiature controllabili con una tecnologia a comando remoto. Questi marchingegni si sono dimostrati parecchio utili in operazioni similari. 

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Valentina Idonea



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