Immigrazione

500 migranti arrivati a Palermo, arrestato uno scafista ad Augusta e incidente probatorio a Catania

24 ago 2015 - 11:26

PALERMO -  L’arrivo nel porto di Palermo di circa 500 migranti (tra loro, si stima, 130 minorenni) fissato per stamattina è giunto a buon fine: si tratta di una piccola porzione degli oltre 4000 disperati salvati nel corso di questi ultimi giorni dalle autorità portuali al largo delle coste libiche.

In vista dello sbarco, gli operatori dei servizi sociali hanno lavorato senza sosta per poter individuare le strutture più adatte ad ospitare i profughi: non è escluso che i 500 migranti possano essere smistati in strutture di accoglienza site al di fuori di Palermo. Leoluca Orlando, sindaco della città, ha colto l’occasione per riflettere, ancora una volta, sull’opportunità di offrire sostegno ed accoglienza ai profughi che quotidianamente sbarcano sulla nostra isola e per chiamare in causa le autorità nazionali ed europee: “Aiutare e sostenere i migranti è un nostro dovere: si spera solo che prima o poi, tanto a livello nazionale quanto a livello europeo, ci si soffermi ad esaminare con maggiore attenzione la situazione e che, piuttosto che imporre divieti e restrizioni di sorta, si pensi a nuove misure atte ad aiutare i tanti disperati che arrivano in Sicilia. Ostacolare i fenomeni migratori significa arricchire gli scafisti, causare uno stato d’emergenza continuo e divenire responsabili di centinaia di lutti“.

All’alba di stamattina intanto un elicottero ha dovuto sorvolare lo stretto di Sicilia per prestare immediato soccorso ad una delle passeggere imbarcate sulla nave diretta a Palermo: una donna eritrea in avanzato stato di gravidanza ha accusato dei forti dolori e si è quindi reso necessario trasferirla quanto prima in una struttura ospedaliera di Malta.

Mentre a Palermo si attende lo sbarco dei 500 migranti, ad Augusta la polizia ha appena assicurato alla giustizia uno scafista tunisino, responsabile del recente sbarco al porto commerciale di altri 506 profughi. Le autorità sono risalite a Mehammed Maguti, questo è il nome dell’uomo, grazie alle testimonianze di un nutrito gruppo di disperati da lui imbarcati.

Inoltre al tribunale di Catania si terrà stamattina l’incidente probatorio relativo alla cosiddetta “Strage di Ferragosto”. Nel corso del dibattimento verranno ascoltati quattro testimoni, gli unici superstiti della traversata. Il fascicolo aperto a seguito della strage vede al momento indagate ben 8 persone, tutte chiamate a rispondere del reato di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Tra di essi anche J.M., giovane siriano al momento in stato di detenzione nei locali del carcere catanese di Piazza Lanza. L’uomo è stato qui tradotto quando le autorità hanno appurato che questi avesse raggiunto la maggiore età: in un primo momento infatti lo scafista, mentendo, aveva dichiarato di avere soltanto 17 anni.

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Valentina Idonea



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