Mobilità

200 euro di multa a chi è senza biglietto sull’autobus. A Catania sanzioni già in vigore

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1 apr 2016 - 06:59

CATANIA – “La bozza del decreto legislativo sui servizi pubblici urbani preparata dal ministro Madia prevede multe salate, fino a 200 euro, per chi va in autobus o in metro senza biglietto, ma a Catania le dure sanzioni sono già una realtà molto diffusa. Noi dell’Amt ci serviamo di personale di vigilanza esterno all’azienda in modo da favorire il lavoro dei nostri controllori che sono gli unici a poter fare le contravvenzioni… bisogna lanciare un chiaro segnale ai viaggiatori abusivi”.

Non ha peli sulla lingua l’ingegnere Antonio Barbarino, direttore dell’Azienda Metropolitana Trasporti Catania che commenta uno dei provvedimenti attuativi della riforma targata dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, nel quale è contenuta buona parte della riforma del trasporto pubblico locale sul tavolo del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.

Parliamo di trentotto articoli per riformare la gestione dei servizi pubblici territoriali in mano alle ex municipalizzate, ovvero acqua, rifiuti, energia elettrica e gas e trasporto pubblico.

Stringendo il focus proprio sui mezzi pubblici sono tante le “novità” previste: il rimborso totale del biglietto per ritardi da imputare all’azienda superiori ai 30 minuti, per le zone urbane, e un’ora, per le zone extraurbane; le multe pari a sessanta volte il costo del biglietto che possono raggiungere anche i 200 euro; l’addio, a partire dal 2018, agli autobus super inquinanti e, dulcis in fundo, autobus e metro dovranno essere dotati di sistemi elettronici per il conteggio dei passeggeri “ai fini della determinazione delle matrici origine/destinazione”.

Un grande impulso di miglioramento alla mobilità sostenibile al cui centro ci sono gli interessi del cittadino. Infatti, citando il testo dello schema del decreto si leggono frasi come “efficacia nella soddisfazione dei bisogni dei cittadini”, “produzione di servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati”, “applicazione tariffe adeguate a costi standard”: ottimi presupposti insomma.

Resta da chiedersi a questo punto se queste direttive riusciranno a contrastare il mal costume di quel passeggero su cinque che, pur avendo comprato il ticket, evita di obliterarlo fino all’arrivo del controllore. 

L’inizio di una nuova era? O un insieme di grandi promesse poco concrete visto che in media sette multe su dieci rimangono non pagate? Lo scopriremo solo viaggiando sui mezzi pubblici.

Vittoria Marletta



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