Immigrazione

Dieci profughi morti nel Canale di Sicilia. Procura di Siracusa apre un’inchiesta

MIGRANTI
4 mar 2015 - 10:10

SIRACUSA - Continua, senza sosta, lo sbarco di navi con a bordo centinaia di profughi provenienti dal continente africano.

Sarebbe di circa un migliaio il numero di migranti soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia. Oltre alle 183 persone che sbarcheranno intorno alle 11 a Pozzalllo a bordo di una petroliera, altri 319 approderanno a Porto Empedocle ed altri 439 stanno per essere trasferiti ad Augusta dalla nave Dattilo della Guardia Costiera.

Proprio sulla Dattilo, si trovano anche i corpi dei 10 profughi morti in mare, in seguito al ribaltamento di un gommone che cercava di far arrivare le vittime sulle coste dell’isola.

Sale dunque il bilancio di vite falciate a causa di persone senza scrupoli che, proprio su questi sbarchi, fanno la propria fortuna.

“In totale sono 941 i migranti pronti a sbarcare sulle coste siciliane – spiega la capitaneria di porto attraverso il capitano Filippo Marini – tra i quali ci sono bambini e donne, una delle quali, trovandosi in stato di gravidanza, è stata trasportata d’urgenza con una motovedetta sulla nave Dattilo, per poter ricevere i primi soccorsi”.

“Purtroppo i migranti - prosegue il capitano - molti dei quali non sono in grado di nuotare, vedendo i mezzi di soccorso arrivare, si spostano ogni volta tutti da una parte, rischiando di far ribaltare il gommone e rischiando, quindi, di annegare”.

Arrivano intanto le prime dure contestazioni per Renzi e Alfano, ritenuti, secondo il segretario della Lega Matteo Salvini, responsabili di queste tragedie: “Altri 10 morti e 900 clandestini pronti a sbarcare. A Roma e a Bruxelles ci sono tasche piene e mani sporche di sangue. Stop alle partenze, stop alle morti, stop invasione! Renzi e Alfano, siete pericolosi per gli italiani e per gli immigrati”.

Ma se da un lato le autorità intervengono tempestivamente, la Procura di Siracusa ha infatti aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposo, dall’altro c’è da chiedersi perché l’Europa ancora rimane immobile, lasciando l’Italia, ed in particolar modo la Sicilia, sola ad affrontare il problema.

 

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Giuseppe Correnti



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