Giallo

Omicidio con troppe ombre

Il complesso in cui ha avuto luogo la tregedia
Il complesso in cui ha avuto luogo la tregedia
26 ago 2014 - 19:50

CARLENTINI - Non è ancora chiaro il motivo che ha spinto la sessantatreenne Sebastiana Ippolito a compiere il folle gesto che ha portato all’uccisione del marito, e al successivo tentativo di suicidio. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, i due coniugi avrebbero avuto recentemente un acceso litigio. Il marito della donna, Alfio Vinci, di 72 anni, soffriva di una crisi depressiva, causata dalla perdita della figlia di 38 anni, deceduta nel 2008 a causa di un tumore.

Attualmente si sta tentando di ricostruire la scena del delitto; pare che la donna si sia alzata dal letto, intorno alla mezzanotte, per poi recarsi in cucina ed impugnare un grosso coltello, con il quale ha poi colpito il marito nel sonno per trenta, o addirittura quaranta volte, mirando allo stomaco. Successivamente la donna si è rinchiusa nel bagno di casa. Sono state, infine, le strazianti urla della donna, udite intorno alle 3, ad allarmare i vicini che hanno prontamente avvertito i carabinieri.

Una volta giunti sul luogo, i militari hanno ritrovato sul corpo della donna ferite superficiali, che la stessa si era procurata probabilmente nel tentativo di suicidarsi, prima di svenire ed accasciarsi al suolo. Tuttavia, secondo il Procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, “è ancora presto per potere dire se la donna abbia tentato il suicidio, ma certamente era depressa da tempo e per questo non è un’ipotesi da escludere. Occorrerà del tempo per verificarlo“. Sarà il medico legale incaricato, il dottor Coco, a stabilire con esattezza la dinamica dell’omicidio e l’ora esatta del decesso di Alfio Vinci.   Foto tratta da Google maps

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Mirko Regalbuto



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