Tragedia sul lavoro

Falconara, tre operai travolti e uccisi da un treno

Stavano eseguendo dei lavori sulla strada ferrata. Già altri incidenti simili occorsi ai lavoratori Rfi, la Procura indaga.
Una linea ferrata
17 lug 2014 - 16:04

FALCONARA - Stavano lavorando lungo i binari della ferrovia di Falconara quando all’improvviso sono stati travolti da un treno che li ha uccisi sul colpo. Si tratta di Luigi Gazziano, 57 anni, Antonio La Porta, 55 anni e Vincenzo Riccobono di 54 anni.
I tre operai di Rfi, una società dell’infrastruttura del gruppo Fs, stavano lavorando intorno alle 18 sulla strada ferrata tra Butera e Falconara e il macchinista del treno che sopraggiungeva non ha potuto frenare per evitare l’impatto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Butera e la procura di Gela ha aperto un fascicolo d’inchiesta che ipotizza l’omicidio colposo plurimo. Indagato sarebbe il macchinista della carrozza automotrice e l’autorità giudiziaria ha fatto sequestrare la scatola nera del treno che sarà portato a Caltanissetta.
Sul treno, composto da una sola carrozza, c’erano due passeggeri che non sono rimasti feriti. La circolazione ferroviaria tra Caltanissetta e Canicattì, che era stata interrotta per le operazioni di recupero, è stata ripresa poco dopo le 10.

Ancora da chiarire la dinamica dei fatti anche se probabilmente gli uomini erano certi che dalla sala operativa di Palermo fossero stati bloccati tutti i treni in transito sulla tratta.
L’incidente ricorda quello avvenuto cinque anni fa nei pressi di Catania. Allora le vittime furono due e le regole interne alle Ferrovie furono irrigidite con obbligo di comunicazioni scritte e registrate da un’unica centrale per tutta la Sicilia, la sala operativa di Palermo dove la Procura di Caltanissetta farà i suoi accertamenti.

Sono arrivate immediate le parole di cordoglio del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: “Ricevo in questo istante la notizia di un incidente sulla linea ferroviaria nei pressi di Gela. Alle famiglie dei tre operai voglio far arrivare le mie condoglianze e la mia partecipazione al loro indicibile dolore”.

“Piangiamo ancora una volta per delle morti assurde – ha aggiunto il ministro – e non si può perdere la vita così mentre si sta compiendo il proprio lavoro. Il senso di pietà non può fare a meno che ci si chieda e si chiarisca nel più breve tempo possibile che cosa è successo, e quali siano le responsabilità di questo ennesimo incidente mortale sul lavoro. Ho chiesto alla dirigenza di Ferrovie dello Stato di farmi immediatamente una relazione sull’accaduto”.

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Andrea Sessa



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