Guardia di finanza

Catania, sequestrati oltre 2mila articoli contraffatti

Imponente operazione di controllo: scoperti i canali di approvvigionamento del falso
Guardia di Finanza (1)
28 ago 2014 - 17:02

CATANIA – Oltre duemila articoli contraffatti sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Catania nel corso dell’operazione “spiagge sicure”. Gli uomini delle fiamme gialle, attraverso scrupolose indagini, hanno individuato i luoghi dove veniva stipata la merce per poi essere venduta nei litorali etnei.

I controlli. Per scovare il canale di approvvigionamento della merce è stata battuta la zona della stazione e di piazza Borsellino, notoriamente conosciuta per l’arrivo in autobus e in treno di parecchi ambulanti.

E’ stato proprio un ambulante cingalese ad attirare l’attenzione degli inquirenti: seguendo l’uomo è stato scoperto il magazzino di provenienza della sua merce.

Si tratta di un negozio, nei pressi della stazione, gestito da un commerciante cinese 40enne. All’interno la guardia di finanza ha rinvenuto oltre 1.500 accessori per i telefonini taroccati e diversi dispositivi elettronici, in particolar modo auricolari, privi dei requisiti minimi di sicurezza.

I due stranieri sono accusati di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Costa ionica. Altri controlli analoghi sono stati effettuati dalla guardia di finanza a Riposto e ad Acireale sui rispettivi litorali. In queste zone sono stati sequestrati circa 400 prodotti contraffatti. A Mascali e a Marina di Cottone ad alcuni ambulanti extracomunitari sono stati sequestrati circa 300 pezzi falsi, tra cui scarpe, occhiali e borse.

I finanzieri inoltre, nella zona tra Acicastello e Acitrezza, hanno sequestrato un’intera bancarella con occhiali contraffatti.

Il contrasto al falso. Queste operazioni sono le ultime di una lunga serie per combattere il mercato della merce taroccata. Un’inquietante piaga che danneggia sia l’economia sia la salute dei consumatori. Molto spesso questi prodotti, in mancanza assoluta di controlli e certificazioni, sono realizzati senza alcun rispetto degli standard minimi di sicurezza. A ciò si aggiunge lo sfruttamento, sia per la vendita sia per la produzione, di molti cittadini extracomunitari.

I canali della merce. In particolare l’attività degli uomini delle fiamme gialle si è concentrata sul colpire non tanto il singolo venditore quanto a individuare i canali di approvvigionamento della merce. E’ emerso che vi sono due grandi canali di smistamento: quello cinese, in grado di smerciare notevoli quantità di prodotti di qualità bassissima, e quello campano, specializzato nell’abbigliamento.

Il primo è un mercato di vaste proporzioni e paradigmatica è stata l’operazione “fiume giallo” che ha permesso ai finanzieri di scovare un deposito nell’hinterland etneo con oltre 4 milioni di articoli contraffatti e senza il minimo standard di sicurezza.

Il secondo canale, quello campano, è relativo all’abbigliamento, scarpe e borse. Anche in questo caso l’operazione “contropacco” ha permesso ai finanzieri di sequestrare ingenti quantità di merce proveniente da Napoli.

Negli ultimi tempi anche nel territorio catanese si sta sviluppando una filiera di produzione. Gli inquirenti hanno appurato che spesso la merce viene comprata dai commercianti cinesi ancora “grezza” per essere falsificata, apponendo dei marchi finti, in alcuni laboratori.

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Andrea Sessa



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