Dramma

17enne ferito a Vittoria: la polizia fa luce su tutto

Il ragazzo, disperato per un grosso debito, si sarebbe sparato un colpo di pistola in bocca
San Domenico savio
La chiesa di San Domenico Savio
21 ago 2014 - 15:23

VITTORIA – Si dirada la nebbia attorno al grave fatto di cronaca avvenuto ieri mattina a Vittoria, il ferimento del 17enne ritrovato dinanzi all’ingresso della chiesa San Domenico Savio in una pozza di sangue a seguito di un colpo di pistola che lo aveva colpito al viso. Le sue condizioni restano molto gravi e attualmente si trova ricoverato a Catania, all’ospedale Cannizzaro, in prognosi riservata.

Inizialmente gli inquirenti non si erano sbilanciati sul fornire indicazioni. Si era parlato di un probabile suicidio o di un regolamento di conti. Oggi, grazie ad indagini approfondite e all’ausilio di testimonianze e dei filmati di alcune telecamere di sorveglianza istallate nella zona. si é giunti ad avere un quadro più dettagliato della vicenda.

LA PISTOLA. Questo è stato il primo elemento che ha condotto gli inquirenti all’identità del ragazzo. Ritrovata accanto al corpo, si tratta di una piccola semiautomatica calibro 6.35 di proprietà del padre del giovane e regolarmente denunziata. Secondo la polizia ieri il 17enne si sarebbe recato ad un appuntamento, intorno alle 11, portando con sé l’arma per discutere con un uomo, di circa 35 anni, della restituzione di una grossa somma di denaro.

LA COLLUTTAZIONE. I due, dopo avere discusso in un’abitazione privata, sono saliti sull’auto del 35enne e qui ci sarebbe stata una colluttazione che avrebbe portato all’esplosione accidentale di un colpo di pistola che, per puro caso, non ha ferito nessuno conficcandosi nel cruscotto. Entrambi hanno continuato a discutere animatamente finché l’uomo non ha fatto scendere dall’auto il giovane passeggero.

LO SPARO. Il ragazzo si sarebbe avviato a piedi verso la chiesa di San Domenico Savio e, probabilmente spaventato e scosso per l’accaduto, avrebbe tentato il suicidio sparandosi in bocca. La ricostruzione é suffragata dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza visionate dalla Polizia. Adesso rimane un minorenne, circondato dall’affetto della sua famiglia, che lotta su un letto d’ospedale tra la vita e la morte.

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Andrea Sessa



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