Ricorrenza
 

Catania: Festa grande in piazza Duomo per la giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate

4 nov 2015 - 12:54

CATANIA – Quattro novembre 1918. Si conclude una triste parentesi della storia italiana e si scrive un nuovo capitolo che ha per titolo “Unità nazionale”.

Da quel giorno, quasi un secolo fa, nulla è stato più lo stesso. Indelebili rimarranno nella storia del nostro Paese i sacrifici, le vittime, le lacrime di un popolo prostrato dalla guerra ma che ha saputo guardare avanti conquistando, con dignità e determinazione, uno degli obiettivi primari del vivere in società: l’essere uniti.

Oggi come allora, è vivo il ricordo di quanti hanno combattuto tra le fila dell’esercito italiano, caduti con onore, per amore di un ideale da lasciare in eredità alle nuove generazioni.

Stamattina la città di Catania ricorda tutto questo. Rende omaggio ai valorosi combattenti che con grande senso di responsabilità e abnegazione hanno servito questo Paese, testimonianza di coraggio, obbedienza, sacrificio.

Piazza Duomo è gremita di gente desiderosa di assistere alle celebrazioni, tra gli applausi di tutti gli studenti della città e lo sventolio di centinaia di bandierine tricolore.

Oggi si rende omaggio anche alle Forze Armate di ogni ordine e grado, baluardo degli ideali di legalità e difesa, esempio per le nuove generazioni, modello di integrità morale e di etica professionale.

Il corteo, cadenzato dal suono della “marcia”, ha visto avvicendarsi esponenti di ciascuno dei corpi militari riconosciuti dallo Stato italiano.

Alla presenza delle più alte cariche civili, militari e religiose della città – dopo la lettura del messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Matterella, riportato al pubblico dal prefetto, Maria Guia Federico – commozione per l’alza bandiera accompagnato dalle note dell’inno di Mameli.

“Combattete ragazzi e vincerete la vostra battaglia”. Con queste parole il prefetto ha voluto esortare tutti i ragazzi delle scuole ad affrontare la vita con determinazione, ispirandosi a modelli positivi e a perseguire obiettivi sempre più ambiziosi.

A chiudere i festeggiamenti sono stati la benedizione del cappellano militare e la deposizione della tradizionale corona d’alloro in onore del “milite ignoto”, la cui salma riposa all’Altare della Patria a Roma.

Marco Bua